Tumore al seno metastatico: buone notizie per le donne con HER2+ e triplo negativo

Monza, 07.06.2019

Gli ultimi dati presentati a ASCO 2019 confermano un miglioramento della sopravvivenza globale sia con l’immunoterapico atezolizumab sia con pertuzumab

  • Sette mesi di sopravvivenza globale nelle donne con tumore al seno metastatico triplo negativo (mTNBC), positive al biomarcatore PD-L1. Questi i dati della seconda analisi ad interim dello studio IMpassion130, con atezolizumab associato a nab-paclitaxel in prima linea

  • Otto anni di sopravvivenza per oltre un terzo (37%) delle donne con tumore al seno metastatico HER2+ trattate con pertuzumab dall’inizio della terapia. Lo dimostrano i risultati finali dello studio di fase III CLEOPATRA.

  • Nuovi dati dal portfolio oncologico di Roche nel tumore al seno presentati in 17 abstract al congresso ASCO

Monza, 3 giugno 2019 - In occasione del congresso annuale ASCO 2019, in corso a Chicago dal 31 maggio al 4 giugno, Roche (SIX: RO, ROG; OTCQX: RHHBY) ha presentato gli abstract di nuovi studi e aggiornamenti relativi al trattamento del tumore al seno metastatico, inclusi il carcinoma mammario triplo-negativo PD-L1-positivo e il carcinoma mammario HER2-positivo. I dati presentati comprendono i risultati della seconda analisi ad interim della sopravvivenza globale (OS) dello studio di fase III IMpassion130 sull’immunoterapico atezolizumab in associazione alla chemioterapia per il trattamento iniziale (prima linea) di pazienti con tumore al seno triplo-negativo localmente avanzato non resecabile o metastatico (TNBC). [1]

Questi dati sanciscono l’ingresso della prima immunoterapia nel trattamento del carcinoma mammario, confermando l’efficacia di atezolizumab nel trattamento del mTNBC, e aprendo nuove opportunità per la pratica clinica. Ad oggi infatti non esistono altri dati da studi di fase III con immunoterapici anti PD-(L)1 nel trattamento di questo tipo di tumore.

Inoltre, per il carcinoma mammario HER2-positivo, sono stati anche presentati i risultati dell’analisi finale dello studio di fase III CLEOPATRA, in cui sono stati valutati l'efficacia a lungo termine e la sicurezza di pertuzumab in associazione con trastuzumab e chemioterapia con docetaxel nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico (mBC) HER2-positivo non trattato in precedenza[2].

“Ci siamo impegnati per trasformare lo standard di cura nel tumore al seno per oltre 20 anni - spiega la Dott.ssa Anna Maria Porrini, Direttore medico di Roche Italia - Ne è testimonianza la storia di trastuzumab, un anticorpo che ha modificato il paradigma di trattamento del carcinoma mammario HER2+.
I traguardi raggiunti da questa terapia sono stati migliorati ulteriormente dall'utilizzo combinato con pertuzumab, un anticorpo anti-HER2, sia in fase precoce che avanzata e che oggi dimostra un ulteriore beneficio per le pazienti. Nel tumore al seno di tipo triplo negativo metastatico abbiamo oggi ulteriori conferme di efficacia e sicurezza dell’immunoterapico atezolizumab nel primo studio positivo di fase III in questo ambito, mentre continuiamo a studiare questa molecola in un esteso programma di sviluppo clinico sia in fase di malattia precoce che metastatica. Portiamo avanti il nostro impegno nel trattamento del tumore al seno con l’ambizione di offrire a chi ne è affetto soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e personalizzate continuando
a trasformare gli standard di cura”.

“I risultati di questi studi rappresentano entrambi importanti risultati nel trattamento di due particolari tipi di tumore del seno” afferma Giampaolo Bianchini, Responsabile del Gruppo Mammella presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. “In particolare, i risultati di lungo periodo dello studio CLEOPATRA sono davvero impressionanti, con un terzo delle pazienti ancora vive a 8 anni, rafforzando ulteriormente l’indicazione in prima linea di pertuzumab nelle pazienti con tumore metastatico della mammella HER2 positivo. Il follow-up aggiornato dello studio IMpassion130 conferma, invece, atezolizumab in associazione a chemioterapia come nuova opzione terapeutica per le pazienti con tumore metastatico della mammella triplo negativo in prima linea, positive al biomarcatore PD-L1. Alla luce dei dati ad oggi disponibili, non appena sarà approvato anche dagli enti regolatori in Europa, tale trattamento potrebbe rappresentare un nuovo standard di riferimento per questo specifico tipo di malattia.”

Il tumore al seno triplo negativo metastatico (mTNBC) costituisce circa il 15% dei carcinomi mammari e rappresenta un sottotipo di malattia molto difficile da curare. Le cellule di questo tumore infatti non presentano sulla loro superficie nessuno dei tre classici bersagli contro cui sono dirette le cure attualmente più efficaci (ER, PgR, HER2). Proprio per questa ragione le opzioni di trattamento del mTNBC sono ancora fortemente limitate, non esiste uno standard di cura comunemente accettato e la prognosi è estremamente scarsa. Un bisogno terapeutico insoddisfatto su cui Roche sta da tempo investendo attraverso la realizzazione di numerosi studi.

I risultati dello studio IMpassion130
I risultati presentati all'ASCO sono in linea con la prima analisi ad interim presentata al congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) ad ottobre 2018. [1,6] Alla seconda analisi, non è stata raggiunta la significatività statistica per la sopravvivenza complessiva nella popolazione intention-to-treat (OS mediana =21.0 vs 18.7 mesi; HR=0.86, 95% CI: 0.72-1.02, p=0.078).1]. Tuttavia, la combinazione di atezolizumab e nab-paclitaxel ha dimostrato un miglioramento clinicamente significativo in termini di OS di sette mesi rispetto a placebo e nab-paclitaxel nelle pazienti risultate positive all'espressione di PD-L1 sulle cellule immunitarie infiltranti il tumore (OS mediana=25.0 vs 18.0 mesi; HR=0.71, 95% CI: 0.54-0.93). [1] I risultati di OS nella popolazione PD-L1-positiva non sono stati formalmente testati a causa del modello statistico gerarchico previsto dal protocollo dello studio. Più della metà (51% (43-59%)) delle donne con tumore al seno metastatico triplo negativo (mTNBC) positive al biomarcatore PD-L1 nel braccio trattato con atezolizumab sono risultate in vita a due anni, contro il 37% (29-45%) nel braccio di controllo. Il follow-up proseguirà fino alla prossima analisi programmata [1].
Ulteriori analisi sugli esiti riferiti dalle pazienti nello studio IMpassion130 hanno dimostrato che l'associazione è ben tollerata, analogamente al solo nab-paclitaxel.[7] Atezolizumab più nab-paclitaxel ha mostrato vantaggi clinici senza compromettere la qualità della vita associata alla salute (HRQoL), il funzionamento quotidiano e senza aumentare il carico di tossicità nelle pazienti rispetto al solo nab-paclitaxel. La HRQoL valuta l'impatto complessivo della malattia e del trattamento sulla qualità di vita del paziente in termini di sintomi associati alla malattia, effetti collaterali del trattamento e funzione/benessere. Un'analisi di sicurezza estesa ha dimostrato che il braccio trattato con atezolizumab e nab-paclitaxel è in linea con i profili di sicurezza noti provenienti dai dati primari, senza evidenziare segnali di sicurezza nuovi o tardivi. [8]

I risultati dello studio CLEOPATRA
Dopo un follow-up di otto anni, i risultati dello studio di fase III CLEOPATRA su pazienti con mBC HER2-positivo non trattato in precedenza, hanno mostrato un beneficio mediano della OS pari a 57,1 mesi nel braccio di pertuzumab rispetto a 40,8 mesi nel braccio di controllo (placebo, trastuzumab e chemioterapia), con un miglioramento assoluto di 16,3 mesi e una riduzione complessiva del 31% del rischio di morte (HR=0,69, 95% CI 0,58-0,82, p<0,0001).[2]
I nuovi dati sono coerenti con i risultati precedentemente pubblicati e confermano che il beneficio, senza precedenti, in termini di OS con il regime basato su pertuzumab si è mantenuto dopo ulteriori quattro anni di follow-up.[2] Un dato significativo è che oltre un terzo (37%) delle pazienti con mBC HER2 positivo nel braccio trattato con pertuzumab sono risultate in vita ad otto anni, rispetto al 23% nel braccio di controllo.[2] I dati sulla sicurezza derivanti dallo studio di follow-up a lungo termine sono risultati coerenti e hanno dimostrato che il profilo di sicurezza cardiaca e globale del regime basato su pertuzumab non ha subito variazioni. [2]
Inoltre, al congresso di quest'anno sono stati presentati i dati dello studio cinese di fase III PUFFIN, i quali hanno ulteriormente confermato l'impiego del regime basato su pertuzumab nei casi di mBC HER2-positivo, poiché i risultati sono in linea con quelli dello studio CLEOPATRA.[9]
Le vaste competenze di Roche continuano a far progredire la ricerca sul tumore al seno con l'obiettivo di ampliare le opzioni terapeutiche per migliorare la vita delle pazienti che convivono con questa malattia in tutto il mondo.

Lo studio IMpassion130
Lo studio IMpassion130 è uno studio di fase III, multicentrico, randomizzato in doppio cieco, volto a valutare l'efficacia, la sicurezza e la farmacocinetica di atezolizumab e nab-paclitaxel rispetto a placebo in associazione con nab-paclitaxel in donne con carcinoma triplo negativo localmente avanzato non resecabile o metastatico che non abbiano ricevuto una precedente terapia sistemica per il tumore in oggetto. Lo studio ha coinvolto 902 pazienti randomizzate secondo il rapporto (1:1). Gli end-point co-primari di efficacia sono la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in base alla valutazione dello sperimentatore (RECIST 1.1). Gli endpoint secondari comprendono il tasso di risposta obiettiva, la durata della risposta e i patient-reported outcomes (PROs).

Lo studio CLEOPATRA
CLEOPATRA (CLinical Evaluation Of Pertuzumab And TRAstuzumab) è uno studio internazionale, di fase III, randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo. Lo studio ha confrontato l'associazione di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia con docetaxel rispetto a placebo, trastuzumab e chemioterapia in 808 pazienti con mBC HER2-positivo non trattato in precedenza, o con mBC HER2-positivo dopo una precedente terapia adiuvante o neoadiuvante. L'endpoint principale dello studio è stata la PFS, valutata da un comitato di revisione indipendente. Gli endpoint secondari comprendevano la OS e il profilo di sicurezza.

L’impegno di Roche nel tumore al seno
Da oltre 30 anni, Roche è impegnata nella ricerca sul tumore al seno con l'obiettivo di aiutare il maggior numero possibile di persone con questa malattia. I nostri farmaci, insieme ai test diagnostici ad essi abbinati, hanno contribuito a introdurre innovazioni rivoluzionarie nel carcinoma mammario HER2-positivo. Grazie al miglioramento rapido della conoscenza della biologia del tumore al seno, lavoriamo per identificare nuovi biomarcatori e approcci al trattamento per tutte le forme di carcinoma mammario precoce e avanzato, incluso quello triplo negativo e quello ormone-positivo.
I farmaci a bersaglio molecolare trastuzumab, pertuzumab e ado-trastuzumab emtansine continuano a trasformare il trattamento del carcinoma mammario in stadio precoce e avanzato HER2-positivo e, attraverso i programmi clinici su atezolizumab e ipatasertib, puntiamo a introdurre nuove associazioni terapeutiche per le pazienti con carcinoma mammario triplo-negativo, con l'obiettivo ultimo di migliorare le risposte cliniche.

Maggiori informazioni su Roche
Roche è un gruppo internazionale pioniere nella farmaceutica e nella diagnostica, impegnato per il progresso della scienza e per migliorare la vita delle persone. La combinazione dei punti di forza in ambito farmaceutico e nella diagnostica hanno reso Roche il leader nella medicina personalizzata – una strategia che ha l’obiettivo di fornire a ciascun paziente il trattamento giusto nel miglior modo possibile.
Roche è la più grande azienda biotecnologica del mondo, con farmaci realmente differenziati in oncologia, immunologia, malattie infettive, oftalmologia e malattie del sistema nervoso centrale. Roche è anche leader a livello globale per la diagnostica in vitro e la diagnostica del cancro a partire dai tessuti, ed è all’avanguardia nella gestione del diabete. Fondata nel 1896, Roche continua a cercare soluzioni migliori nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie, dando un contributo sostenibile alla società. L’azienda mira anche a migliorare l’accesso per i pazienti alle innovazioni mediche collaborando con tutti gli operatori del settore. Trenta medicinali sviluppati da Roche sono inclusi nella Model List dei Farmaci Essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra cui antibiotici salvavita, antimalarici e farmaci antitumorali. Inoltre, per il decimo anno consecutivo, Roche è stata riconosciuta come l’azienda più sostenibile nell’Industria Farmaceutica dal Dow Jones Sustainability Indices (DJSI).
Il Gruppo Roche, con sede a Basilea, Svizzera, è attivo in oltre 100 paesi e nel 2018 contava circa 94.000 dipendenti in tutto il mondo. Nel 2018 Roche ha investito 11 miliardi di franchi svizzeri in R&S e ha registrato un fatturato di 56,8 miliardi di franchi svizzeri. Genentech, negli Stati Uniti, è una società interamente controllata dal gruppo Roche. Roche è l'azionista di maggioranza di Chugai Pharmaceutical, Giappone. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito
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Bibliografia
[1] Schmid P, et al. IMpassion130: updated overall survival (OS) from a global, randomized, double-blind, placebo-controlled, Phase III study of atezolizumab (atezo) + nab-paclitaxel (nP) in previously untreated locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer (mTNBC). Presented at: ASCO Annual Meeting; 2019 May 31-Jun 4; Chicago, IL, USA. Abstract #1003.
[2] Swain S, et al. End-of-study analysis from the phase III, randomized, double-blind, placebo (Pla)-controlled CLEOPATRA study of first-line (1L) pertuzumab (P), trastuzumab (H), and docetaxel (D) in patients (pts) with HER2-positive metastatic breast cancer (MBC). Presented at: ASCO Annual Meeting; 2019 May 31-Jun 4; Chicago, IL, USA. Abstract #1020.
[3] Yao H, et al. Oncotarget. 2017;8(1):1913-1924.
[4] Breastcancer.org. What is Triple-Negative Breast Cancer? [Internet; cited 2019 May 17]. Available from: https://www.breastcancer.org/symptoms/diagnosis/trip_neg?what.
[5] Wolff AC, et al. J Clin Oncol. 2013;31(31):3997-4013.
[6] Schmid P, et al. N Engl J Med. 2018;379:2108-2121.
[7] Adams S, et al. Patient-reported outcomes (PROs) from the Phase III IMpassion130 trial of atezolizumab (atezo) plus nab-paclitaxel (nP) in metastatic triple-negative breast cancer (mTNBC). Presented at: ASCO Annual Meeting; 2019 May 31-Jun 4; Chicago, IL, USA. Abstract #1067.
[8] Schneeweiss A, et al. IMpassion130: expanded safety analysis from a P3 study of atezolizumab (A) + nab-paclitaxel (nP) in patients (pts) with treatment (tx)-naïve, locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer (mTNBC). Presented at: ASCO Annual Meeting; 2019 May 31-Jun 4; Chicago, IL, USA. Abstract #1068.
[9] Binghe X, et al. A phase III, randomized, double-blind, placebo (Pla)-controlled study of pertuzumab (P) + trastuzumab (H) + docetaxel (D) v Pla + H+ D in previously untreated HER2-positive locally recurrent/metastatic breast cancer (LR/MBC) (PUFFIN). Presented at: ASCO Annual Meeting; 2019 May 31-Jun 4; Chicago, IL, USA. Abstract #1067

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